Charlotte Perkins Gilman (1860 – 1935) è stata una sociologa, scrittrice, poetessa, economista.
Il suo libro “La donna e l’economia sociale: studio sulle relazioni economiche tra uomini e donne come fattore di evoluzione sociale” è considerato ancora oggi uno studio fondamentale sulle relazioni sociali ed economiche tra uomini e donne.
Charlotte crebbe in condizioni economiche precarie dato che il padre benestante aveva abbandonato lei e la madre. Vissero quindi grazie ad aiuti di familiari, come le zie paterne Isabella Beecher Stowe suffragista ed Harriet Beecher Stowe, celebre autrice di “La capanna dello zio Tom”.
A diciotto anni l’intelligente fanciulla venne fatta iscrivere dal padre alla Rhode Island School of Design; successivamente si mantenne con pitture, biglietti di auguri, volantini ed insegnando arte e pittura.
Dopo il parto dell’unica figlia scoprì come i medici considerassero le donne inferiori, isteriche. Non volevano ascoltarle, comprendere malesseri e patologie.
Lasciato il marito nel 1888 cominciò a farsi apprezzare come poeta, scrittrice, conferenziera.
Charlotte Perkins Gilman aveva conosciuto i limiti dell’essere donna seppur appartenente ad una famiglia importante; aveva conosciuto i pregiudizi, la cecità degli stessi scienziati, medici, intellettuali.
E per questo si dedicò a cambiare il mondo, quel mondo che voleva schiacciarla, zittirla.